News » Alex Zanotelli: Un Giubileo per i poveri e la terra
CHE SIA UN VERO GIUBILEO. AUGURI A TUTTI. VS donS

Lunedi 30 Novembre 2015

Questo “straordinario Giubileo della misericordia” (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016) è un pressante invito ad “andare incontro ad ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio”, così afferma lo stesso Francesco nella Bolla Misericordiae Vultus. “Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo”.

Papa Francesco chiede di rimettere al centro della storia la misericordia senza la quale il mondo non può vivere. (Non dimentichiamo che il concetto del Dio misericordioso unisce ebrei, cristiani e musulmani). Se riscopriamo la misericordia di Dio forse potremmo dar vita anche alla nostra capacità a ‘misericordiare’, come ama dire Papa Francesco. E questo non solo in chiave personale e nelle relazioni interpersonali, ma a tutti i livelli: sociale, economico, finanziario, politico. Infatti un Dio, che ha viscere materne di misericordia, non può accettare sistemi che fanno soffrire i suoi figli e figlie, nonché il Pianeta Terra. E lo fa mettendoci in mano la sua straordinaria enciclica, Laudato Si’.

E’ in questo spirito che deve essere letta la proposta giubilare, un’istituzione che viene dalle Scritture ebraiche e cristiane e che ha, nel suo DNA, questa dimensione sociale.

Il Giubileo biblico parte dal concetto fondamentale del Sabato che significa in ebraico riposare.

L’uomo non è uno schiavo o una macchina per produrre: ha sei giorni per faticare, ma un giorno, il settimo, per riposare. E non solo l’uomo, ma anche le bestie e la Terra hanno diritto a riposare (Genesi,1). E sempre partendo dal concetto del Sabato e contro la tendenza all’accumulo dei beni, in Israele, nelle mani di pochi a spese di molti morti di fame, venne lanciato un Giubileo di sette anni di Sabati che esigeva la remissione dei debiti, la libertà agli schiavi e la restituzione delle terre a chi le aveva perdute (Deuteronomio,15). Il principio fondamentale del Giubileo era: “Non vi sia tra voi alcun bisognoso” (Dt, 15). E più tardi i sacerdoti di Gerusalemme lanciarono un giubileo ancora più radicale ogni 50 anni. Il tutto costruito sul concetto sabbatico: sette anni di sabati per 7 = 49. “Il cinquantesimo anno sarà per voi un Giubileo” (Lev.,25). Un Giubileo sabbatico allo scopo di riequilibrare la società ebraica che veniva sempre più strutturandosi nella disuguaglianza. “Le Terre non si potranno vendere per sempre, la Terra è mia”, dice il Signore” (Lev.,25). Sempre seguendo questa tradizione, Gesù proclamerà al suo popolo impoverito, indebitato, schiavizzato sotto il tallone dell’imperialismo romano, “l’anno di grazia del Signore” (Luca 4,19) un Giubileo. Il ministero di Gesù in Galilea ha proprio una tonalità giubilare, partendo proprio dalla misericordia, parola centrale di Gesù. Una tonalità quella, giubilare, mantenuta e vissuta nelle prime comunità cristiane, soprattutto paoline (2Cor. 8-9).

Oggi il Giubileo della Misericordia, con altrettanto coraggio Papa Francesco, lo lancia in un mondo dove pochi hanno quasi tutto a spese dei molti morti di fame e dello stesso Pianeta. E’ lo stesso Papa Francesco che nella sua enciclica Laudato Si’ ci invita “ad ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (n.49).

Infatti il genere umano è imprigionato dentro un Sistema economico-finanziario che permette al 20% della popolazione mondiale di consumare il 90% dei beni prodotti, immiserendo così oltre tre miliardi di persone e affamandone un miliardo (mentre il sistema ingrassa un miliardo di obesi!). Questo può avvenire perché i ricchi sono protetti da potentissime armi che ci costano quasi cinque miliardi di dollari al giorno. Questo Sistema economico-finanziario militarizzato è talmente energivoro (soprattutto petrolio e carbone) che il Pianeta Terra sopporta sempre meno la presenza di Homo Sapiens, che è diventato Homo Demens. Vi è oggi infatti una profonda crisi antropologica. In questo momento critico della storia umana, l’appello a fare Giubileo diventa imperativo se vogliamo salvarci non solo a livello personale, ma anche sociale e strutturale. Vorrei soprattutto, come missionario, sottolineare l’aspetto sociale del Giubileo biblico, la remissione delle terre e infine far riposare la Terra perché “quest’economia distrugge la Terra”, ha scritto Papa Francesco.

(LA RICCHEZZA DEGLI 85 UOMINI PIU’ RICCHI DELAL TERRA E’ PARI A QUELLA DELLA META’ PIU’ POVERA DELAL TERRA)

La remissione dei debiti

Oggi, che “l’economia uccide ed è escludente”, ha affermato Papa Francesco in Bolivia, dobbiamo iniziare a chiedere con forza la remissione dei debiti, prima di tutto dei debiti dei paesi impoveriti: si tratta di oltre tremila miliardi di dollari che quei paesi hanno già strapagato con gli interessi. Come missionari abbiamo sempre sostenuto, insieme a Jubilee South, che è immorale per i paesi poveri pagare i debiti ‘odiosi’, perché non sono pagati dai governi, ma dai poveri con mancanza di scuole, ospedali… Ma questo vale anche per i debiti del Nord del mondo, come il debito greco. Per questi debiti, chiediamo prima di tutto una moratoria per il pagamento, secondo un’indagine popolare (audit) su come si è formato il debito pubblico, allo scopo di annullare la parte illegittima, rifiutando di pagare i debiti ‘odiosi’. Come ha fatto l’Ecuador nel 2007. E’ quanto chiediamo anche per il ‘debito’ italiano.

La libertà agli schiavi

“Oggi sono ridotte in schiavitù più persone che in qualunque altro momento della storia umana: tra i dodici e i ventisette milioni di persone con una vita di lavoro forzato o di sfruttamento sessuale”, afferma il religioso USA Daniel Groody. Inoltre, mentre il prezzo medio di uno schiavo negli USA del sud nel 1850 era l’equivalente di 40.000 dollari odierni, oggi una persona può essere venduta per una cifra media di cento dollari. Ogni anno circa ottocentomila persone cadono vittime della tratta: l’80% di loro sono donne e il 50% sono minori. Più di un milione di minori ogni anno vengono sfruttati per il commercio mondiale del sesso. La globalizzazione ha aggravato la tratta degli esseri umani, dando ai trafficanti la possibilità di mirare ai deboli e disperati, specialmente ai migranti. Costoro vengono costretti a lavorare nell’agricoltura e nell’edilizia, come colf o come ‘badanti’ o nella prostituzione. Con i trafficanti che realizzano 32 miliardi di dollari l’anno. La tratta è diventata l’attività criminale in più rapida espansione al mondo.

Con questo Giubileo della misericordia, i cristiani devono gridare al mondo con forza: “Libertà agli schiavi e a tutti gli esseri umani schiavizzati!” Ma nell’onda giubilare deve nascere una nuova ondata di misericordia nella vecchia Europa per accogliere i “naufraghi dello sviluppo”. Le chiese devono aprire i loro battenti per accogliere la ‘carne di Cristo’! E sia Giubileo anche per i nostri fratelli e sorelle Rom.

La restituzione delle Terre

Uno dei fenomeni più odiosi del nostro tempo è il cosiddetto land-grabbing ossia l’accaparramento di terre tolte alle popolazioni locali. Tra il 2001 e il 2011 le terre occupate nel Sud del mondo da imprese estere hanno totalizzato 227 milioni di ettari, una superficie grande sette volte l’Italia, sfruttata non solo per la produzione di cibo da esportare, ma anche di biocarburanti. Come nel giubileo biblico, dobbiamo chiedere con forza che queste terre vengano restituite ai loro originali detentori. Così come le terre tolte alle comunità indigene dell’America del Nord come nell’America Latina nonché dell’Australia. “La terre non si potranno vendere per sempre, la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini” (Lev.25,23).

Il riposo della Terra

In questo Giubileo, dobbiamo ascoltare l’immenso grido della Terra, prigioniera di un Sistema di morte. “Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizie”, scrive Papa Francesco in Laudato Si’. Il ritmo di consumo , di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del Pianeta, in maniera tale che, lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi” (16). Nel Giubileo biblico era fondamentale il riposo, non solo dell’uomo, ma anche degli animali e della Terra. Il Giubileo deve portarci a tradurre in pratica i suggerimenti di Papa Francesco in Laudato Sì e il più fondamentale è la nascita di una nuova relazione tra gli esseri umani e il creato. E come cristiani opulenti d’Occidente dobbiamo impegnarci a vivere più sobriamente, per permettere a miliardi di impoveriti semplicemente di vivere e alla Terra di respirare. Senza dimenticare quanto afferma Papa Francesco in Laudato Si’: “Il debito estero dei paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, ma la stessa cosa non accade con il debito ecologico” (52). L’Occidente deve pagare il debito ecologico ai paesi del Sud del mondo, perché il nostro cosiddetto “sviluppo” ha prodotto questa crisi ecologica che verrà pagata dai paesi impoveriti, in particolare dall’Africa che avrà milioni di ‘rifugiati climatici’.

Come missionari comboniani avevamo lanciato nel 2000 il “Giubileo degli Oppressi”, proprio per sottolineare con forza la dimensione sociale del Giubileo ed eravamo riusciti, insieme a tante altre forze ecclesiali, ad arrivare a una legge in Parlamento per la remissione dei debiti nei confronti dei paesi del Sud del mondo.

Con quello stesso spirito, tutte le forze missionarie devono lanciare oggi con forza il Giubileo dei poveri e della Terra, per far sì che riparta forte un movimento unitario, di credenti e non, che ascolti il grido dei poveri e faccia riposare la Terra.


Scritta da Salvatore De Pascale
News del 02/12/2015
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