News » NATALE 2015 Porte chiuse o aperte? A noi la scelta ! Parrocchia San G. Moscati
La soglia della Misericordia di Dio: questa è la mangiatoia di Betlemme.
Varchiamola, senza paura, perché Lui non si stanca mai di perdonarci, torna sempre a caricarci sulle spalle e ci permette di rialzare la testa e ricominciare, con una tenerezza che mai delude.
Coraggio! Di cosa hai paura, allora? Apri il tuo cuore alla gioia che viene da Dio:
“Non temere, non lasciarti cadere le braccia, il Signore ti è vicino” (Sofonia); “Non angustiarti per nulla” (San Paolo ai Filippesi): Lui è l’EMMANUELE: il Dio con noi !!! “E se Lui è con noi chi sarà contro di noi” (San Paolo ai Romani).

Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice e opprimente offerta di consumo, è una terribile tristezza individualista, figlia di coscienze anestetizzate * e isolate. Se ti rinchiudi è la morte!
Il nostro tempo ha bisogno di gioia, ha bisogno di una Chiesa spalancata, forse “accidentata, ferita, sporca” perché uscita lungo le strade, ma viva , non malata di comodità o aggrappata alle sue sicurezze e timorosa di sbagliare. La Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno, soprattutto per i poveri. E allora niente porte blindate nella Chiesa, niente! Sia tutto aperto! Perché una chiesa inospitale, come una famiglia rinchiusa su se stessa, mortifica il Vangelo, inaridisce il mondo*.

Ogni famiglia, piccola chiesa domestica, portinaia del Signore *, lo sappia riconoscere in ogni persona come il Dio che bussa, lo sappia accogliere con il sorriso e la tenerezza di una mamma.
Ogni famiglia faccia della soglia di casa un piccolo grande segno della Misericordia di Dio. La porta sia aperta frequentemente, per vedere se fuori c’è qualcuno che aspetta, e magari non ha il coraggio e forse neppure la forza di bussare alla nostra porta perché teme che gli venga chiusa in faccia*. No alla chiusura. No alla cultura dello scarto e dell’esclusione. No a una società che uccide l’umanità. Ogni casa sia un Santuario di Carità, ogni casa sia una Porta Santa.
Non lasciamoci rubare la gioia* di questa casa aperta. “Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e scassinare” (Gv 10). Egli non passa quasi mai dalla porta, ma vi entra in altro modo. Chi ha i battenti spalancati non viene derubato, perché è già tutto aperto a tutti. Chi si rinchiude, si barrica, si blinda, induce il ladro all’azione.
E allora insieme al Salmista cantiamo il: “Sollevate o porte i vostri frontali. Alzatevi o porte antiche ed entri il Re della Gloria” (Salmo 23), perché Natale è condivisione, è partecipazione, perché “c’è più gioia nel dare che nel ricevere, anzi è dando che si riceve” (Atti 20,35). E se anche non si ricevesse, lo si faccia comunque e sempre, senza la paura di perdere. Il bene donato suscita sempre altro bene. Dando nessuno s’impoverisce, l’amore sempre arricchisce.

Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere te nei nostri fratelli e sorelle.
Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni
di chi ha fame, freddo, paura, e di chi è oppresso.
Apri il nostro cuore, Signore, perché impariamo ad amarci gli uni gli altri come tu ci ami.
(Madre Teresa di Calcutta)

Auguri o Chiesa, umile portinaia del Signore.
A te il Signore affida le Chiavi del Regno dei Cieli, della Sua Casa.
Quanto Amore, quanta fiducia messa nelle nostre indegne mani.
A noi spetta la scelta e la responsabilità: aprire o chiudere?

Auguri, Vostro don Salvatore

Scritta da Salvatore De Pascale
News del 21/12/2015
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